mercoledì, gennaio 10, 2018

Corsi (e ri-corsi). 4 serate di assaggi naturali alla Forchetta Curiosa

Dunque è tutto pronto, o quasi: dal 29 gennaio prossimo, per quattro lunedì di fila, in combutta (o in collaborazione, va be') con La Forchetta Curiosa, tengo un minicorso di assaggi di vini rigorosamente naturali. L'idea è in realtà cercare di capire, tutti assieme, se esiste un protocollo di tecnica di assaggio difforme, quando parliamo di vini naturali (spoiler: io dico di sì). E siccome parlare di vini naturali determina inevitabilmente distinguo e chiacchiere accessorie, avremo un bel po' di cose da dire. Per fortuna tutto questo avviene con i vini nel bicchiere, e soprattutto abbinando qualcosa ai vini, essendo io allievo di quelli che dicono che il vino è ministro della tavola.

Assieme a quattro vini, ogni sera, ci saranno quindi anche alcune preparazioni dalla cucina, a vedere come e cosa si abbina meglio a quei vini. E ci saranno, anche, alcuni produttori con cui parlare. Direi che potremmo divertirci, ecco.

Qui c'è la pagina-evento relativa, su Facebook. Per tutto il resto, info e iscrizioni, fate capo direttamente a Ristorante Osteria La Forchetta Curiosa. Piazza Negri, 5 R (di fronte al Teatro della Tosse) Genova - telefono 010/25.11.289 - mail: info@laforchettacuriosa.com

martedì, gennaio 02, 2018

Metti anche tu un vinaio nel tuo presepe

Appello di Bagnasco per i piccoli negozi: «Salvano dalla piovra dell’anonimato». L'ultimo che arriva a soccorrere i "piccoli negozi" qui a Genova è l'arcivescovo. Non basta ancora. Ci vorrebbe qualcosa di più grosso, che so, lo spirito santo in persona. Oppure gli alieni.

Nella narrazione relativa agli scenari della società contemporanea (scusate la supercazzola, volevo darmi un tono) ci sono alcuni argomenti ideali e ricorrenti, che vengono usati a turno da tutti quanti: la famiglia, per esempio ("bisogna difendere la famiglia, bisogna legiferare in favore della famiglia") oppure la piccola impresa, i negozi di quartiere, che fa tanto bel tempo andato e soprattutto a Natale ricorda vagamente il presepe.

Avete presente il presepe? Dentro c'è il fabbro, il mugnaio, tutti quei bei lavori che rimandano ad un passato idealizzato (più che ideale), bucolico, che fa molto arcadia e quelle cose là. La verità è un'altra, ovviamente: al diavolo il fabbro e il mugnaio, il loro posto, se va bene, è dentro al presepe.

Adesso uno potrebbe chiedere: ma che problema c'è, se pure l'arcivescovo arriva in tuo soccorso? Beh, il problema è solo uno: contrariamente alla narrazione del mondo ideale descritto (stavolta) dall'arcivescovo, la pratica è un'altra, e non ha niente a che fare con quel che si dice. Cioè non esiste, a nessun livello e in nessun modo concreto, un qualsiasi tipo di volontà che faccia seguire, alle dichiarazioni, i comportamenti. Al punto che vale il contrario, ormai ogni volta che leggo "appello per i piccoli negozi" io faccio gesti scaramantici, perché dieci minuti dopo mi arriva un F24 con qualche tassa lunare su servizi inesistenti.

La verità è che i piccoli commercianti di quartiere hanno un unico posto a disposizione, e sta nel presepe, ci vedremo tutti lì. Anzi ora che ci penso l'anno prossimo non faccio l'albero di Natale, faccio il presepe, e ci metto il vinaio, dentro. Sarebbe perfetto.

(Avevo iniziato questo post con "tre vini interessanti assaggiati a Natale" poi ho letto il Secolo XIX e m'è uscito fuori 'sto post qui, i tre vini li rimando alla prossima volta).