mercoledì, maggio 29, 2013
Dettori in degustazione gratuita (non siamo qui per vendere, ma per regalare)
I vini di Alessandro Dettori meritano racconti lunghi ed immaginifici, per la carica suggestiva che hanno. Tuttavia questi discorsi hanno migliore accoglienza (diciamo) se questi vini sono nel bicchiere. Per questo nei prossimi tre giorni, giovedì 30, venerdì 31 maggio, e sabato 1 giugno, all-day-long, saranno in degustazione gratuita in enoteca il Renosu Rosso, e il mitico Dettori 2010. Riservato solo ai clienti simpaticissimi. Passate un po' quando volete, noi siamo qui.
mercoledì, aprile 10, 2013
Vinitaly e dintorni in un'immagine sola
Vabbe', in realtà le immagini sarebbero due. A destra Natalie Oliveros, da sempre mia ammirata attrice (in arte Savanna Samson) e produttrice di Brunello di Montalcino, alla sua postazione Vinitaly. A sinistra il monaco georgiano del Monastero di Alaverdi, al suo stand a Cerea. Di quei vini georgiani (e di altro) parlo più diffusamente qui. Quanto al resto, non ricordo se oggi ho ancora detto che l'enomondo presenta discese ardite (e risalite) da capogiro. Lo dico, allora. (E chiaramente tutto ciò mi piace).
mercoledì, aprile 03, 2013
Post di servizio. Scarica la mappa di Vinitaly 2013
La mappa degli sterminati stand del prossimo Vinitaly è disponibile, sul loro sito, in formato PDF. Stampandola, però, resta comunque di dimensioni un po' piccole; quindi ho pensato ad una soluzione adatta a noi anziani ipovedenti: ho zoomato il pdf, estratto una sezione jpg di dimensioni maggiori, e l'ho piazzata qui affinché possiate scaricarla. Contiene quasi tutto quello che serve. Quando la stamperete, fate in modo di stamparla in formato landscape, cioè in orizzontale, altrimenti sarete daccapo (avrete un'immagine piccola). Con il visualizzatore di foto in Windows 7, per dire, la funzione di stampa orizzontale è automatica (ma togliete la spunta alla voce "adatta l'immagine al frame").
martedì, marzo 26, 2013
Deve esserci certamente un senso
All'inizio della settimana che precede Pasqua, che un enotecaro immagina densamente lavorativa, qualcuno ha deciso di riasfaltare le strade attorno (e davanti) l'enoteca. Quindi l'accesso è impossibile, per i clienti e per i fornitori. Certo, siamo al tempo del chilometro zero ed i clientes accorreranno sicuramente a piedi (attenti alle macchine operatrici), ma una cosa così lascia ugualmente perplessi.
Di fatto, la situazione un po' lunare qui attorno è quella che vedete nelle foto. Del resto la mia è ormai l'ultima attività commerciale in questa parte della via (tutto il resto sono box auto). Deve esserci un qualche genere di messaggio recondito, un senso oscuro. In definitiva: chissenefrega dei commercianti.
martedì, febbraio 05, 2013
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
venerdì, febbraio 01, 2013
Cose scritte altrove
Si tratta della questione degli accrediti stampa ai blogger per le fiere di settore (lèggasi: ingresso gratis). La questione, spero sia evidente, contiene in sé una contraddizione in termini: se sei blogger, non puoi avere alcun accredito stampa - semmai un "accredito blogger", qualunque cosa sia. Il blogger, nella configurazione antidiluviana del lavoro che vige in 'sto benedetto paese, è fondamentalmente un buontempone. Siccome verosimilmente le caste sono destinate a perpetuarsi per i prossimi mille anni, e la mobilità del lavoro viene usata solo alla stregua dell'ombrello di Altan, la vedo alquanto nera. Del resto avevo anticipato qui, e qui, qualcosa. Da quelle cogitazioni derivava il termine (orrendo, vabbe') di blogger embeddato.
«Sulla questione dell’embedding del blogger: essere embedded, o embeddabile, significa ridursi al livello del giornalista tipico che si muove spesato e rimborsato (essendo uno che fa informazione per lavoro) ma finisce inevitabilmente per copiaincollare i CS degli enti aggiungendo l’incipit “nella splendida cornice”. Cose che abbiamo visto millanta volte e che in definitiva ci hanno fatto voltare le spalle a quelli e ci hanno indotto a leggere i blogger, che per lo più non avevano bisogno di baciare la pantofola a nessuno.
Nel frattempo, gli editori nazionali hanno scoperto che il blogging è un flusso comunicativo un bel po’ più efficace dei baciatori di pantofole, quindi le cose si sono complicate. Io ho cominciato a fornire contenuti ad editori nazionali, credo, ai tempi in cui Kelablu era retto da Massimo Bernardi, e il nostro editore era il Gambero Rosso. Da allora fino ad oggi mi capita in sostanza di fare sempre la stessa cosa, fornire contenuti a editori ben riconoscibili (L’Unità, per dire l’ultimo) eppure io, e quelli come me, restano una specie di buffi perditempo. I miei contributi non hanno alcun valore nemmeno per ottenere la tessera di pubblicista, come è noto, e quindi non sono in nessun modo assimilabile ad una figura che fa informazione – pure se, credo, il mio Linkedin prova il contrario. Questo strabismo, o dovrei dire cecità, trionfa nei form di accredito alle fiere nei quali, inevitabilmente, devo inserire il numero di tessera. Ovviamente è giusto così: perché lorsignori devono sbattersi a capire chi sia blogger, chi perditempo, e chi giornalista? Serve un criterio dirimente, rapido ed efficace. Quello funziona sempre.
All’ultima edizione della Fiera di Merano, per dire, in alternativa all’iscrizione all’ordine, avrei dovuto produrre (secondo loro) una lettera del mio editore nella quale si dichiarava che sì, in effetti redigevo il wine blog de l’Unità. L’idea di dover richiedere un documento cartaceo di quel tipo alla mia indaffarata redazione, da sola, m’ha fatto dire con tutto l’amore possibile “ma andate al diavolo” (a proposito: salve ragazzi). Adesso non so bene che si inventeranno a Verona, ma verosimilmente la musica non cambierà. O forse sì. Saranno, comunque, in ritardo di una decina d’anni. Quand’è che tardi diventa “troppo tardi”? E soprattutto: ci interessa davvero essere embeddati da ‘sta gente?»
giovedì, gennaio 31, 2013
In ricordo di un amico fraterno
Sergio era un venditore competente, un gourmet, un uomo del vino appassionato, ed era un addetto ai lavori amatissimo da tutti i colleghi, miei e suoi, per la sua disponibilità. Potrei narrare infiniti aneddoti sulla sua persona, come è normale per chi (come me) ha condiviso con lui non solo il lavoro ma un percorso esistenziale di almeno vent'anni. Vi basti sapere che per me Sergio era l'uomo, l'amico, a cui affidare il mio negozio in caso di necessità. Quando anni fa mi ritrovai impossibilitato a lavorare per un incidente gli consegnai le chiavi di bottega, come si farebbe con un fratello.
Per questo adesso sono in grado di dire che la sua mancanza è intollerabile, e il vuoto che lascia non si può colmare. Ripensando a cosa è stato per me Sergio, mi rendo conto ora che lui identificava l'agente di commercio nella sua essenza, un elemento di comunicazione sociale preesistente a qualunque rete sociale come la conosciamo, e non sostituibile, date le sue profondissime caratteristiche di umanità. Addio, amico mio amatissimo.
[Quanti volessero far pervenire comunicazioni alla famiglia, possono usare anche la mia casella di posta elettronica, provvederò a inoltrare il vostro messaggio].
Etichette: Sergio Cibelli
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